Come analizzare il margine per cliente
Il problema
Sai quanto ti fattura ogni cliente. Lo trovi in due clic sul gestionale.
Ma quanto ti rende ogni cliente? Quello è un altro numero. E quasi nessuno ce l'ha sotto mano.
Il rischio: il cliente che ti tiene più occupato è anche quello che ti lascia meno in tasca — e te ne accorgi a fine anno, quando la commessa è già chiusa.
Fatturato non è margine
Il margine di contribuzione per cliente è quello che resta dopo aver tolto dal fatturato i costi che quel cliente ti fa sostenere: ore delle persone, costi diretti, extra.
Due clienti con lo stesso fatturato possono avere margini opposti. Fa la differenza quanto tempo assorbono, a che tariffa, con quante rilavorazioni.
Per leggerlo servono due assi:
- Quanto fattura ogni cliente nel mese.
- Quanto margine lascia, in percentuale.
Il resto è dimensione: quante ore ti costa. Un cliente grande e in perdita è il problema più caro che hai.
Guardalo qui
Questa è la stessa vista, su dati di esempio. Ogni pallino è un cliente. Più è grande, più ore assorbe. In alto i clienti redditizi, in basso quelli in perdita.
Cerca il pallino in nero, in basso: è il cliente fuori linea. Cliccalo.
Dati di esempio
Quel cliente assorbe quasi il 40% delle ore del mese e rende −2% (−170 € di margine). Da solo si mangia il margine di tutti gli altri.
Il punto non è mollarlo. È saperlo — mentre puoi ancora rinegoziare la tariffa, ridurre le rilavorazioni, o cambiare il mix di lavoro.
Fallo sui tuoi dati
Sul grafico di esempio è ovvio. Sui tuoi clienti, con i tuoi numeri, è lì che cambia qualcosa.
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